Volare con i droni: leggi, rischi e sanzioni

Dove e come fare riprese aeree secondo il regolamento Enac. Cosa si può fare e cosa, invece, è vietato?

Il fenomeno drone non sembra arrestarsi, anzi. Crescono e si differenziano gli usi che ne vengono fatti: dai rilievi per la pubblica sicurezza a quelli topografici, dalle riprese aeree per video aziendali a quelle per i matrimoni, dai servizi fotografici ai render 3D, i droni sono sempre più impiegati.

Si tratta di un mondo affascinante che, però, comporta anche delle responsabilità. Infatti, molti dimenticano che i droni sono dei veri e proprio velivoli che occupano lo spazio aereo e che devono rispettare delle regole precise.

 Ma cosa prevede il regolamento? Chi può pilotare un drone? In quali zone si può far volare?

Quando due anni fa abbiamo deciso di investire su questo oggetto volante dal fascino misterioso, abbiamo dovuto fare i conti con corsi, assicurazioni, leggi, sanzioni e rischi. Tra burocrazia, zone vietate, documenti da compilare, ogni volta è sempre una scoperta.

Abbiamo pensato di riassumere in questo articolo alcuni aspetti fondamentali per avere sempre le informazioni a portata di mano e, perché no, aiutare professionisti, piloti abilitati o semplici appassionati a scoprire qualcosa in più o a risolvere un semplice dubbio in merito alle riprese aeree.

In attesa delle prossime modifiche dell’Enac, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, al regolamento che disciplina l’uso del drone nelle diverse circostanze, vediamo insieme alcuni aspetti.

Aeromobile vs aeromodello

Quando si parla di droni è importante fare una distinzione tra aeromodello e aeromobile.

Tutti possono guidare (per hobby) un drone non professionale, che rientra nel novero degli aeromodelli; questi ultimi possono volare solo nei “campi volo”, zone di volo circoscritte e ben delimitate. Solo i piloti professionisti, invece, possono guidare droni professionali, che sono a tutti gli effetti aeromobili.

Questi ultimi sono definiti SAPR, acronimo di Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto, e sono dotati di una “stazione di controllo”.

Attestato di Pilota Remoto

Compresa la differenza tra aeromobile e aeromodello, passiamo alla fase successiva. Cosa fare per guidare un drone?

Una mattina ti svegli, decidi che vuoi acquistare un drone e pensi di poter subito iniziare le riprese dopo l’acquisto. Niente di più sbagliato. Non ci si può improvvisare piloti di drone, almeno non con quelli utilizzati a scopo professionale. Quali sono, quindi, le cose da fare?

Noi ti consigliamo di affidarti a un consulente, come Aprflytech, che prenda in carico le tue richieste, ti guidi nelle varie procedure burocratiche e gestisca la documentazione. Per esperienza, possiamo assicurarti che non è una cosa semplice!

In ogni caso, il primo step è fare la visita medica e presentare all’Enac il certificato rilasciato da un dottore autorizzato dall’Ente. Sai che se non superi la visita, non puoi assolutamente far volare il tuo giocattolino?

La visita, infatti, è il presupposto fondamentale per conseguire l’attestato di pilota e le diverse licenze.

Per far volare un drone, con un peso dai 0,3 kg ai 25 kg, poi, bisogna seguire un corso e ottenere un attestato da uno dei centri di addestramento autorizzati dall’Enac. Il corso prevede 16 ore di lezione in aula, 30 missioni sul campo di 10 minuti ciascuna e due esami (uno teorico e uno pratico). L’attestato, però, vale solo cinque anni. Dopodiché devi tornare a scuola, seguire un corso di aggiornamento sulla normativa aeronautica e superare un nuovo esame.

E se vuoi pilotare un drone con un peso superiore ai 25 kg? Serve un’ulteriore licenza, che deve essere rilasciata sempre da un ente riconosciuto dall’ENAC.

Ricorda, inoltre, che l’attestato di pilota remoto abilita solo alle operazioni non critiche. Per le critiche serve un’altra specializzazione, un ulteriore corso che prevede sempre una parte teorica e una pratica.

Non sai la differenza tra operazioni critiche e non critiche? Continua a leggere l’articolo e lo scoprirai.

Assicurazione

Prima di volare, ricordati di assicurare il tuo drone. L’assicurazione è obbligatoria solo per i SAPR. Ma, per buonsenso, anche chi fa volare un drone per hobby, dovrebbe essere assicurato perché, come si suol dire, meglio prevenire che curare.

Quello che vorremmo consigliarti è di dare un’occhiata al sito di DronEzine dove potrai trovare interessanti offerte e convenzioni

Registrazione dei droni

Se usi un drone a livello professionale, devi anche registrarlo. Tutti i droni che volano sul territorio italiano, infatti, devono essere iscritti al registro degli Aeromobili a Pilotaggio Remoto e devono avere una vera e propria targa, che deve essere riportata non solo sul drone, ma anche sulla stazione di terra. Anche in questo caso ti consigliamo di affidarti a consulenti esperti: velocizzerai le operazioni e non ti perderai tra fogli, documenti e numeri.

Zone di volo e permessi

Adesso hai tutto: l’attestato, l’assicurazione, la targa del drone. Devi solo iniziare a volare e fare le tue prime riprese aeree. Puoi prendere il tuo drone e andare dove vuoi, quando vuoi? Non proprio!

Per far volare un drone devi registrarti sul sito enav.it e scaricare le varie mappe per verificare che la zona in cui devi volare non sia proibita.

Inoltre, ricordati di controllare se le riprese che vuoi fare rientrano tra le operazioni critiche o tra quelle non critiche.

Qual è la differenza? Vengono definite “non critiche” quelle operazioni in cui è più remota la possibilità di recare danno alle persone o alle infrastrutture. Quando le riprese avvengono vicino a case, persone o “infrastrutture sensibili” (ovvero soggette a possibili danni), invece, si parla di “operazioni critiche”. E per queste, ovviamente, ti serve una licenza specifica.

Cosa succede nel caso in cui avessi necessità di effettuare delle riprese in notturna? Devi usare un drone dotato di luci e devi essere autorizzato alle riprese in zone critiche.

Divieti

Passiamo, ora, a quelle cose che non puoi proprio fare quando piloti un drone. Partiamo dalla più ovvia: non puoi volare nelle zone vietate dalle carte aeronautiche.

Inoltre:

  • Devi essere sempre fuori dalle ATZ (Aerodrome Traffic Zone), ovvero le zone di traffico aeroportuale, e avere una distanza minima di 5.000 metri dagli aeroporti.
  • Non puoi sorvolare sugli assembramenti di persone. Non sai cosa sono? Si tratta di gruppi di persone radunati per manifestazioni, cortei, ecc.

Ricorda sempre che l’altezza massima dal punto di decollo è di 150 metri, mentre il raggio di azione rispetto alla posizione del pilota è di 500 metri. Distanze che, però, diminuiscono in caso di operazioni critiche.

Prima e durante il volo

Prima di iniziare a volare, controlla di avere con te tutta la documentazione richiesta (il certificato di assicurazione, il manuale di volo e il manuale delle operazioni, la targhetta identificativa del drone, l’attestato da pilota, ecc.), ma soprattutto controlla lo stato del drone. Le batterie sono cariche? Le eliche sono integre?

Durante il volo, l’operatore deve obbligatoriamente indossare un giubbetto catarifrangente con la scritta “Pilota di APR” ben evidente per essere sempre riconoscibile. Inoltre, durante le operazioni di volo, l’operatore deve mantenere sempre il contatto visivo con il drone in modo da poter condurre manualmente le operazioni.

Rispetto della privacy

Qui entriamo in una questione realmente delicata, soprattutto se parliamo di riprese in “privata dimora”. Per non addentrarci in questioni eccessivamente burocratiche e delicate, noi teniamo sempre bene in mente una cosa: per legge, l’interessato che ha subito violazione della privacy ha diritto anche al risarcimento dei danni.

Quindi il consiglio è di ridurre al minimo la raccolta, per quanto involontaria, di qualsiasi informazione personale, facendo, laddove possibile, riprese da lontano, nelle quali i soggetti non siano riconoscibili, oppure offuscando i volti. Qualora fosse strettamente necessario riprendere persone da vicino, sempre meglio far compilare loro l’apposita liberatoria in modo da evitare guai.

Sanzioni

Cosa succede se non si rispettano le regole stabilite da regolamento ENAC? Non solo incorri in sanzioni amministrative, ma ci possono essere anche risvolti penali.

Ricorda di portare con te, ad ogni volo, tutti i documenti necessari. Gli operatori professionali che pilotano da remoto un SAPR e che non hanno, sul posto delle operazioni, il certificato di assicurazione, possono subire una multa da 15.000 a 30.000 euro.

Cosa dire, poi, della totale mancanza di copertura assicurativa per l’operatore? L’assenza può comportare una sanzione amministrativa da 50.000 a 100.000 Euro.

Che succede invece se si viola la privacy? I risvolti cambiano da caso a caso, ma sicuramente si può andare ben oltre le sanzioni economiche.

Far volare un drone non è un’operazione così semplice ma, se ti affidi alla consulenza di persone esperte, può diventare meno complicato del previsto.

È un po’ come iniziare a guidare una macchina. All’inizio puoi confonderti tra acceleratore, frizione, freno, cambio, poi prendi confidenza con il mezzo e tutto diventa più semplice. Vale lo stesso per il drone: è naturale, almeno all’inizio, il timore di fare danni o incappare in multe salate, ma con la pratica continua e una buona dose di impegno riuscirai ben presto a realizzare anche tu delle riprese aeree mozzafiato.

Se vuoi iniziare a pilotare seriamente un drone, speriamo di esserti stati di aiuto.

Intanto, stay tuned! A breve ti presenteremo il nostro nuovo progetto. GoDrones è in arrivo!

[wpdevart_facebook_comment curent_url="https://studioreclame.it/blog/volare-e-lavorare-con-il-drone-leggi-rischi-sanzioni/" order_type="social" title_text_color="#000000" title_text_font_size="22" title_text_font_famely="monospace" title_text_position="left" width="100%" bg_color="#d4d4d4" animation_effect="random" count_of_comments="2" ]